Due saggi sulle proposte di riforma della legge Merlin

Lina MerlinSegnalo due saggi di cui sono autrice che da prospettive leggermente diverse analizzano le proposte di riforma della legge Merlin presentate in Parlamento nel corso della scorsa Legislatura (XVII) – molto simili a quelle che circolano nella Legislatura attualmente in corso.

G. Serughetti, “Superare la Merlin”: prostituzione, discorso pubblico e azione legislativa, in “Notizie di Politeia“, Anno XXXV, n. 133, 2019, pp. 198-216. http://www.politeia-centrostudi.org/doc/Selezione/133/26.%20Serughetti.pdf

G. Serughetti, Innocenza e pericolo: discorsi sulla “prostituta” dalla legge Merlin alle proposte di riforma, in A. Cegna, N. Mattucci, A. Ponzio (a cura di), La prostituzione nell’Italia contemporanea. Tra storia, politiche e diritti, Edizioni Università di Macerata (eum), 2019, pp. 53-71.

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Uomini che pagano le donne – seconda edizione

41fsZR-lLUL._SX354_BO1,204,203,200_“Uomini che pagano le donne” è da poco disponibile in una seconda edizione ampliata, con una nuova introduzione mia e una Postfazione di Tamar Pitch.

Per acquistarlo:

Su Amazon

Su Ibs

Sul sito della casa editrice Ediesse

 

Dall’Introduzione alla seconda edizione

Quando ho scritto questo libro, la mia ipotesi era che partire dalla domanda rappresentasse un’opportunità nuova di interrogare la prostituzione, di estendere la riflessione oltre i limiti stretti del discorso sul trafficking e lo sfruttamento sessuale, di posizionarsi oltre le polarizzazioni del dibattito femminista, e oltre le divisioni tra donne perbene e donne permale, vittime innocenti e donne pericolose. L’idea era di interrogare lo sguardo che produce queste stesse divisioni, e di dare pienamente conto del carattere poliforme delle pratiche di prostituzione, della congerie altamente diversificata di situazioni e relazioni che le costituiscono, senza perciò smettere di vedere quanto la prostituzione, come istituzione, resti fondata complessivamente sulla diseguaglianza strutturale tra i generi, intrecciata ad altri assi di diseguaglianza che passano attraverso la classe, il colore della pelle, la nazionalità, l’orientamento sessuale.

Tuttavia mi è divenuto chiaro negli anni che il discorso sul cliente è rimasto più diffusamente una proiezione di quello sulla “prostituta”: alla donna vittima corrisponde il cliente criminale; alla rispettabile lavoratrice il semplice consumatore. D’altro canto, il mio sforzo di leggere la domanda di servizi sessuali all’interno delle più ampie dinamiche della società dei consumi è stato talvolta recepito come un tentativo di giustificazione dei comportamenti dei clienti.

Approfitto allora di questa nuova edizione per ribadire la necessità di trattare il focus sui clienti come un’opportunità per studiare la prostituzione come pratica che riguarda la sessualità, le relazioni economiche, i modelli di genere, e che per questo solleva interrogativi rispetto al potere.

Davvero la Costituzione parla di “famiglia naturale”?

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tan_3685 copia1795400002..jpg Foto di Tania Cristofari

di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Nel dibattito politico italiano di questi giorni si parla spesso di “famiglia naturale” riferendosi all’art. 29 della Costituzione.  Il testo in verità parla di famiglia come “società naturale”, che è cosa diversa.  La preoccupazione dei costituenti era quella di tutelare l’autonomia della famiglia dall’ingerenza statale. Non c’era intento di bollare come “innaturali” tutti gli altri tipi di unione.  Nel nostro libro “Libere tutte. dall’aborto al velo, donne nel nuovo millennio” (minimum fax, 2017) abbiamo provato a ricostruire la genesi di quella formulazione, cercando di dar conto della ricchezza del dibattito che portò alla scrittura dell’articolo. Ne riproponiamo qui uno stralcio, sperando di contribuire a una corretta discussione sulle famiglie e sui principi costituzionali:

[…] La realtà è variegata. Entrando oggi nei palazzi Federici, il grande isolato di case in cui Ettore Scola ambientò uno dei suoi film più belli, Una…

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Se il DDL Pillon è solo l’inizio. A Verona il “populismo religioso” che minaccia i diritti

“Il diritto di famiglia va riformato. Il DDL Pillon è solo l’inizio”. Così il vicepremier Matteo Salvini, nella Giornata internazionale della donna, ha difeso e rilanciato la proposta ormai celebre, che porta il nome del senatore della Lega Simone Pillon, di modifica delle norme sull’affido dei figli in caso di separazione.

Il DDL in questione (S. 735), ricordiamolo, prevede la mediazione obbligatoria (a pagamento, e senza riguardo all’esistenza di situazioni di violenza) per le coppie con figli minori che vogliono separarsi; un “piano genitoriale” con tempi di affidamento rigidamente paritari per madri e padri; l’abolizione dell’assegno di mantenimento; l’obbligo per chi mantiene la casa familiare, nell’interesse dei figli, di versare un canone d’affitto all’altro coniuge; il rischio, per il genitore economicamente più debole (più spesso la madre) di perdere il diritto all’affidamento paritario se non dispone di spazi abitativi adeguati; la possibilità di sottrarre un minore al “genitore alienante” (leggasi: la madre accusata di ostacolare il rapporto con l’altro genitore) e di trasferirlo in casa famiglia in attesa che il “mediatore familiare” ricostruisca la sua relazione con il padre.

Leggi l’articolo su Grande come una città

Verona non è il Medioevo, è un modernissimo contrattacco

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bouquetdi Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Da oggi a domenica a Verona, in occasione del World Congress of Families, l’Italia si farà palcoscenico per l’internazionale dell’integralismo e dell’omofobia. Si aggirano infatti per l’Italia e l’Europa nuovi fanatici che si ergono a paladini della famiglia e di un presunto “ordine naturale”.

Per capire chi sono vale la pena leggere il dossier redatto dall’Epf – European Parlamentary Forum, rete di parlamentari di tutta Europa impegnati a tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle persone, “Ripristinare l’ordine naturale: la visione degli estremisti religiosi per mobilitare le società europee contro i diritti umani sulla sessualità e la riproduzione”, tradotto in italiano dal Comitato di Torino Se Non Ora Quando?.

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Su femminismi e rabbia maschile

Legg.134-2019-Cover-800x1124Nell’ultimo numero di Leggendaria (n. 134) intitolato “Ma che rabbia!” è contenuto il mio articolo “La fine dello stato di diritto comincia dall’attacco alle donne”, che racconta la situazione in corso in paesi europei come l’Ungheria e la Polonia.

Lo stesso numero contiene la mia recensione al libro “Altri Femminismi”, a cura di Teresa Bertilotti, Cristina Galasso, Alessandra Gissi e Francesca Lagorio (Manifesto libri 2018).

Leggendaria si può acquistare qui.

L’8 marzo della Lega e il risentimento maschile

femministerie

2-lega-crotone-8-marzodi Giorgia Serughetti

“Non condivido certi passaggi”, ha commentato Matteo Salvini in merito al volantino per l’8 marzo dei giovani della Lega di Crotone, secondo i quali la dignità della donna viene offesa da chi ne rivendica “l’autodeterminazione” e da chi contrasta il “ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia”.

Il Vicepremier dice, al contrario, di lavorare per la parità tra uomo e donna. Ma è davvero difficile crederlo guardando alle iniziative che nascono dal suo partito: il ddl Pillon, che promuove di fatto la diseguaglianza tra donne e uomini nelle separazioni dietro la maschera dei ruoli equivalenti tra i genitori; o i disegni di legge sulla prostituzione che mirano a ripristinare misure discriminatorie d’epoca pre-Merlin, come le registrazioni e i controlli sanitari obbligatori.

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