Persone dell’anno. La forza delle donne, la debolezza della politica

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40757779345_f69e27bcdc_zdi Giorgia Serughetti

Le donne sono ovunque, titolava nel 2014 l’ultimo numero della storica rivista della Libreria delle donne di Milano, Via Dogana. È questa la sensazione che provo, osservando questo scorcio di secolo in cui la lotta per la giustizia ha sempre più spesso il volto di donne coraggiose, e la deriva autoritaria delle democrazie ha quello del ritorno del mito degli uomini forti.

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Genitori economicamente ansiosi e iper-coinvolti

Qui sono intervistata sul tema dei modelli di genitorialità e le ricadute dannose per le donne delle domande di iper-presenza nella vita dei figli. Elisabetta Ambrosi su Il Fatto Quotidiano:

Eccesso di stimolazione, mancanza di libertà per padri e madri come per i loro bambini, aumento del tempo dedicato (tre volte in più che negli anni settanta) e dominio del modello “imprenditoriale”. Il New York Times lancia la provocazione: e se l’educazione di oggi fosse dannosa per il futuro delle prossime generazioni?

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Smuggled or Trafficked? Refugee or job seeker?

Sul sito della rivista Anti-Trafficking Review è disponibile il mio articolo Smuggled or Trafficked? Refugee or job seeker? Deconstructing rigid classifications by rethinking women’s vulnerability.

Abstract

In the context of recent large-scale migratory flows from North Africa to the European Union, significant convergence and overlap has been observed between human trafficking and migrant smuggling, and between ‘economic’ and ‘forced’ migration. This paper draws on the case of Nigerian women asylum seekers, most of whom are identified as potential victims of human trafficking, to illustrate the problems that arise when migrants are separated into discrete categories—trafficked/smuggled, voluntary/forced—to establish their treatment. These problems derive from the application of rigid bureaucratic labels to increasingly fluid migratory identities, and from gendered and neo-colonial stereotypes that inform views of agency and vulnerability. The paper discusses vulnerability as a core concept in the construction of the ‘deserving victim’ in order to critique stereotypical representations of ‘vulnerable subjects’ in light of feminist political philosophy and philosophy of law. In doing so, it highlights the role of receiving states in producing migrant women’s vulnerability, and argues that state institutions have a duty to both guarantee protection and acknowledge the subjects’ agency.

Please cite this article as: G Serughetti, ‘Smuggled or Trafficked? Refugee or job seeker? Deconstructing rigid classifications by rethinking women’s vulnerability’, Anti-Trafficking Review, issue 11, 2018, pp. 16-35, www.antitraffickingreview.org.

Femminicidio, perché le donne continuano a morire

In questo articolo sono intervistata sul tema della violenza contro le donne in Italia. Elisabetta Ambrosi su Il Fatto Quotidiano:

Alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne, associazioni ed esperte contestano le rilevazioni diffuse dalla polizia secondo cui ci sono stati solo 32 i casi dall’inizio dell’anno. Anzi, denunciano, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’attenzione dei media al tema il numero supera i 120 ogni anno: “La violenza basata sul genere è di gran lunga la prima causa di morte violenta per le donne. Calano le segnalazioni alle forze dell’ordine, ma non i reati”. Il governo vuole introdurre un codice rosso? “Le leggi ci sono già, il problema è la loro attuazione”

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Le donne, la scrittura e la storia non ancora narrata

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di Giorgia Serughetti

Cosa cerca una donna quando scrive? Con questa domanda si apre il libro di Maria Rosa Cutrufelli, Scrivere con l’inchiostro bianco(Iacobelli, 2018). Un libro che parla dell’arte del narrare, dal mito all’autofiction, attraverso la penna di una scrittrice che ha praticato quest’arte in ogni forma, attraverso inchieste giornalistiche, saggi, racconti, romanzi.

Nella visione di Cutrufelli, la scrittura si presenta come una pratica rigorosa, che richiede di padroneggiare una tecnica, di rispondere alle regole severe che l’autrice si dà e che sono al tempo stesso il vincolo e l’opportunità attraverso cui la creazione si dispiega, costringendola a un esercizio di coerenza.

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C’è odore di “fascismo eterno”

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gioventù fascistadi Giorgia Serughetti

È probabile che “fascismo” si candidi a diventare la parola dell’anno. E non senza ragione. Con un governo che mima il Ventennio – promette terre a chi mette al mondo il terzo figlio, chiude le porte agli stranieri, augura la chiusura alla stampa di opposizione, distingue i cittadini per nascita da quelli naturalizzati, proclama di aver sconfitto la povertà ma fa la guerra ai poveri, elargisce briciole di reddito ma condona gli evasori, chiama i cittadini alla legittima difesa e taglia il fondo per i perseguitati politici e razziali – è normale che si senta odore di fascismo. Senza considerare l’arroganza crescente delle formazioni di estrema destra che militano nei territori.

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Rethinking force and consent, victimisation and agency: a feminist approach to prostitution policy

Abstract. Feminist approaches to prostitution tend to be highly polarised in their theo­retical premises and policy implications. Radical feminist perspectives represent prostitution as the cornerstone of women’s sexual exploitation, implying a strong call to eradicate sexual commerce in any form. On the opposite side are liberal perspectives emphasising women’s choice, autonomy, and control over their own body, advocating for the decriminalisation of sex work, and rejecting paternalist claims for State protection. The notion of “women’s consent” is crucial in both perspectives, being rejected as impossible or inexistent by those who reduce all sexual commerce to forced prostitution, and emphasized as a key discriminant by those distinguishing voluntary sex work from trafficking and forced prostitution, and sexual agents from sexual victims. In my contribution, I argue that the polarized nature of dominant feminist approaches to prostitution – especially concerned with defending theoretical stances on pros­titution – may decrease the impact of feminist-inspired policies and fail to address the needs and risks faced by those working in the sex market. Arguing that there is continuity rather than dichotomy between force and consent, I suggest more nuanced and problematic notions of victimisation and agency. Relying on ideas of human vulnerability, such as those developed by philosophers Judith Butler, Adriana Cavarero, and Martha Fineman, I present a feminist political approach to prostitution that, while rejecting any appeal to criminal laws against non-coerced adult sex work, criticises laissez-faire approaches, and advocates for social policies catering for sex workers’ material and symbolic needs.

In FEMERIS Vol. 3, No 2 (2018)